Il percorso di digitalizzazione che sta trasformando l’industria cartaria raccontato da un protagonista: RDM Group. Come l’adozione di nuove tecnologie stia migliorando l’efficienza produttiva, la qualità del prodotto e la sostenibilità. Le sfide superate lungo il cammino verso una gestione più intelligente e automatizzata. Con l’implementazione di soluzioni digitali avanzate, RDM Group prepara il settore a una nuova era di innovazione.
L’industria cartaria sta attraversando una trasformazione digitale che non solo ottimizza i processi produttivi, ma ridefinisce l’intero settore. In prima linea in questo cambiamento c’è RDM Group, che sta implementando soluzioni tecnologiche avanzate per migliorare efficienza, qualità e sostenibilità. Roberta Ballarini, Chief Information Officer di RDM Group, ci guida attraverso il percorso di digitalizzazione intrapreso dall’azienda, raccontandoci le innovazioni introdotte nei loro stabilimenti e le sfide affrontate nel cammino verso la fabbrica 4.0. Dalla gestione dei dati alla formazione del personale, fino all’integrazione dell’intelligenza artificiale, scopriamo come l’azienda sta plasmando il futuro dell’industria cartaria.
RDM Group ha avviato un ambizioso percorso di digitalizzazione. Quali sono le principali tecnologie implementate nei vostri stabilimenti?
«Il processo di digitalizzazione sta coinvolgendo tutti gli stabilimenti e tutti i processi di RDM Group e direi che ora siamo a buon punto. L’obiettivo è quello di trasformare un settore tendenzialmente tradizionale in una realtà dove la tecnologia ha un’importanza sempre maggiore, a tutto vantaggio della qualità. Per fare ciò, abbiamo scelto soluzioni tecnologiche pensate esplicitamente per il mondo cartario».
Come la digitalizzazione sta migliorando l’efficienza produttiva e la qualità del prodotto finale?
«Grazie ai processi di digitalizzazione, la produttività del Gruppo è sicuramente migliorata. La supply chain e il customer service hanno visibilità end-to-end dello stato d’avanzamento del prodotto permettendo di migliorare il servizio al cliente. L’efficiente pianificazione e la gestione automatizzata della produzione hanno permesso, anche in un settore tradizionale come quello cartario, di ottimizzare i processi automatizzando il flusso produttivo riducendo le non conformità.
La disponibilità di dati precisi e correlabili garantisce l’aumento della qualità del prodotto».
Quali sono le principali sfide che avete incontrato nel processo di trasformazione digitale?
«Le sfide incontrate durante il processo di digitalizzazione sono state tante e tante dovranno ancora essere affrontate ma la standardizzazione dei processi, ancora prima dei sistemi è stata una dei maggiori.
Per trarre benefici dalla digitalizzazione dei sistemi è stato importante definire di processi precisi e standardizzati, cogliendo l’opportunità strategica, ma complessa di definire gli stessi processi per l’intero gruppo».
L’industria cartaria è tradizionalmente legata a processi fisici complessi. Come integrate automazione e intelligenza artificiale nei vostri impianti?
«Stiamo iniziando ad approcciare anche progetti di AI, resi possibili dalla scelta strategica di attivare il suddetto processo di digitalizzazione. Possiamo implementare algoritmi di AI su dati resi disponibili dai nostri sistemi, oppure valutare le opportunità rese disponibili dai produttori dei software stessi».
Quali sono i benefici dell’Industrial IT nella gestione degli stabilimenti?
«L’industrial IT porta moltissimi benefici. La raccolta dei dati dal campo abilita, al mantenimento di elevati standard di produttività e qualità del prodotto finale permettendo la tracciabilità, riduzione degli errori e degli scarti nell’intero processo di manufacturing».
Come state affrontando la formazione del personale per l’adozione di nuove tecnologie?
«Portare la tecnologia in fabbrica è una vera sfida. È pertanto stato avviato un processo di change management efficace con informazione e formazione ma soprattutto cercando di evidenziare l’impatto positivo sul lavoro di ciascuno.
La formazione poi è stata progettata con diversi livelli di dettaglio, e coinvolgendo diverse tipologie di utenti. Si è lavorato in aula, in prima battuta, ma anche con sessioni di test e training on the job, sfruttando quanto la tecnologia rende disponibile».
La digitalizzazione dunque può contribuire alla sostenibilità…
«Sì, la riduzione dello scarto è il primo modo per rendere l’azienda sostenibile; una corretta pianificazione della produzione, dei trasporti, dei consumi, aiuta a ridurre gli sprechi.
Altro elemento importante è la gestione del dato che oltre ad incrementare la produttività aiuta ad ottimizzare il consumo delle risorse».
L’uso di dati e analytics vi sta aiutando a ottimizzare il consumo di energia e materie prime?
«La risposta è sicuramente positiva: riassumendo, potrei dire che tutte le informazioni riguardanti i consumi energetici sono fondamentali in un settore energivoro come il nostro. Più dati abbiamo a tal proposito, più incisivo è il miglioramento che riusciamo a ottenere».
Quali saranno i prossimi passi del vostro piano di digitalizzazione?
«Il nostro piano è ambizioso ma realistico: nel 2023 è stata disegnata la blue print, e si è iniziata l’implementazione dei primi stabilimenti, il 2024 è stato l’anno dei “go live” infatti siamo riusciti in un piano ambizioso di completare i progetti in 4 stabilimenti, dal 2025 ci siamo posti l’obiettivo di digitalizzare uno stabilimento l’anno. I nuovi deployment, non ci devono comunque distogliere dal miglioramento continuo e dalle opportunità di miglioramento che la digitalizzazione permette».
Vedete nuove tecnologie emergenti che potrebbero rivoluzionare ulteriormente il settore cartario?
«Il settore cartario è un settore industriale tradizionale, in questi anni RDM ha fatto passi da gigante e ha preparato il terreno per evoluzioni future. Oggi la vera tecnologia da poter sfruttare nel settore cartario è sicuramente l’intelligenza artificiale sia embedded nelle tecnologie già presenti, sia con sviluppi ad hoc per il settore».